Uscire con un ragazzo che non te lo da. Quanto puoi resistere?

Gay couple holding hands istock

Se c’è una cosa di cui negli ultimi anni non si è sentita la mancanza è sicuramente il sesso… Oramai lo troviamo dappertutto, dalle pubblicità fin ad arrivare agli spettacoli televisivi, se controlliamo bene si parla di sesso su qualsiasi sito e quasi su ogni rivista. Nel nostro tempo, è certamente la cosa che vende di più e che tutti cercano di inglobare in qualche modo nei loro contenuti… E devo ammettere sinceramente, che persino quando ne parlo io (e non per niente ne parlo abbastanza spesso) c’è un boom di visualizzazioni… La gente infatti “sciama” quando parli di sesso. Oserei dire che va quasi in visibilio. Beh, oddio, non tutti…

Per la posta del cuore di gay.tv, questa settimana ho risposto a Francesco che mi chiede quanto si può “resistere” quando si frequenta qualcuno che ci piace, senza farci sesso.

Vi riporto come al solito parte della lettera, e l’inizio della risposta. Se volete leggere la versione intera potete trovarla qui.

Ciao Steve, Sono Francesco. (…) mi sono ritrovato a frequentare un (…) ragazzo non solo per del sesso. Il “problema” se così possiamo definirlo, è che nonostante ci frequentiamo da qualche settimana, al sesso stranamente non ci siamo ancora arrivati.
Siamo molto intimi, dolci e a entrambi piacciono le effusioni, ma quando poi ci sono le occasioni giuste per “concludere” lui si tira sempre indietro con qualche scusa, o chiede di aspettare ancora un po’ per conoscerci meglio.
Quanto si può resistere? C’è un “tempo” che secondo te è appropriato?

Caro Francesco, il sesso si trova così facilmente al giorno d’oggi, che è quasi troppo facile, e viene quasi spontaneo, chiedersi quanto bisogna aspettare a farlo quando si conosce qualcuno di cui ci interessa: C’è chi punta a farlo al primo appuntamento, e chi invece si accontenta del bacio della buonanotte. C’è chi dice che il momento giusto è il terzo incontro, in modo da conoscersi abbastanza ma non troppo (in modo da potersi ancora sentire liberi di “imporre” quello che più piace senza sentisi giudicati), c’è chi dice che il quinto appuntamento sia il miglior momento, anche perché solitamente tra il quinto e il sesto si comincia ad avvertire quella tensione del “ci frequentiamo o stiamo solo giocando?” e bisogna definire che tipo di rapporto si sta iniziando.

Sì da oramai per scontato che in un rapporto “giovane”, ci sia una quasi frettolosa consumazione dell’atto sessuale. Che di suo può anche avere delle motivazioni serie: anzitutto perché quando conosciamo qualcuno vogliamo capire se ci piace tutto di lui o no, e come ci si trova a letto insieme è certamente una componente importante. In secondo luogo forse perché vediamo nel nostro immaginario le coppie sposate da anni come i film ci hanno fatto troppo duramente immaginare, ovvero quelle che si ritrovano a non fare mai sesso. E come terza “motivazione seria” ma certo non meno importante, sicuramente c’è da considerare che due persone quando si conoscono da poco e si piacciono, riescono a percepire palpabile la distanza che li separa l’uno dall’altro… I due riescono a cogliere che sebbene affini, sono due corpi perfettamente distinti e ognuno dei due ha proprie abitudini, spazi, idee. Se ci si piace, oserei dire che è completamente naturale voler abbattere queste “distanze” e quindi volersi sentire più vicini.

Durante un atto sessuale i due corpi si fondono letteralmente e, oltre che mero godimento fisico, e felicità per la compagnia di questa persona, proviamo piacere per il fatto di essere dentro di lei, o di sentirla dentro di noi.

Questa fusione viene vissuta con maggiore entusiasmo e trasporto, proprio perché non sappiamo se e quanto questa persona sarà ancora vicina a noi, essendo lei “libera” in ogni attimo di allontanarsi.

Se ci pensi, quando poi le due persone si trovano più legate, e quindi condividono la stessa vita, adottano abitudini simili, e il modo di pensare (addirittura!) viene influenzato al fine di cercare maggiori possibilità di stare con l’altro, è fisiologica una riduzione della quantità dei rapporti sessuali, per il semplice fatto che l’altra persona è comunque sempre presente dentro noi, anche in tutti gli altri momenti della quotidianità e non più solo nel momento di fusione carnale: in buona sostanza quella distanza “fisica” e mentale, tende ad approssimarsi allo zero, e viene inconsciamente a mancare quella voglia che ci faceva smaniare all’inizio per trovarci a rotolare tra le coperte con il nostro uomo.

Se poi ci rifletti ancora, dopo un litigio specialmente se burrascoso, in cui due pensano veramente di potersi allontanare l’uno dall’altro e di prendere per sempre strade diverse,se si riesce a far pace… cosa succede? Si finisce …Continua>>

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Un pensiero su “Uscire con un ragazzo che non te lo da. Quanto puoi resistere?

  1. bè meglio che se lo tenga stretto se si desiderano e si amano così tanto, che non sono facili da trovare questi ragazzi. Poi arriva anche il sesso prima o poi, solo che se non arriva in un mese fatti anche qualche domanda caro scrittore della lettera. Che poi non ti trovi la sorpresina piccolina XDXDXDXDXDXD.

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