A San Valentino anche Ebay è Gay? Non mi stupisce.

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Dite quel che volete sul perché lo facciano, ma ogni anno a San Valentino spuntano nuove pubblicità sempre più gay-friendly.

Io sarò anche un tipo sospettoso e “cattivo”, che pensa che molti personaggi famosi facciano coming-out principalmente per ottenere più visibilità, ma stamattina (come se non bastasse la mia situazione di quasi-singletudine -oh si, c’è molto che non sapete) è stato questo post a farmi sentire ansioso che la metà di febbraio passi: Ebay mi ha fatto notare quanto gayo e innamorato sia il mondo.

Siccome mi piacciono i numeri, ho deciso di mostrarvene alcuni: In Italia ci sono 1 milione di omosessuali e bisessuali, altri 2 milioni di persone che “hanno sperimentato”, e poco più di 6 milioni di single.

Nel 2012 un rapporto Istat+ diceva che in Italia un milione di persone si è dichiarato omosessuale o bisessuale+. Altri due milioni circa hanno dichiarato di aver sperimentato nella propria vita l’innamoramento o i rapporti sessuali o l’attrazione sessuale per persone dello stesso sesso+. Non ho cercato dati più aggiornati, ma tenendo buono questo 3 milioni totale, ed avendo in Italia 60 milioni di abitanti, praticamente il 5% degli Italiani si trova nella ambigua situazione di essere influenzato da pubblicità che abbiano un tema omosessuale. Solamente? WOW. Com’è che io ne conosco così tanti di gay? Ed è sconvolgente che questi 3 milioni, siano più degli abitanti della intera città di Roma (2’870528 ab. al 31-07-2014).

Se inoltre consideriamo che i single italiani sono poco più di 6 milioni+, ovvero il 10% della popolazione, questo 5% è una buona fetta di pubblico.

Anche a San Valentino… Perché se è vero che puoi fare una pubblicità tipo “regala qualcosa alla persona che ami di più: Te stesso“, e che sembreresti doverosamente veritiero a qualcuno (tipo me), è anche giusto dire che ai molti altri sembreresti quel misogino che non ama la partner o la mamma.

Va inoltre aggiunto che noi gay siamo un mercato fiorente, nel senso che mangiamo e beviamo come tutti gli altri, ci facciamo regali come tutti gli altri, e compriamo cose per la casa come tutti gli altri (o forse anche di più e anche più belle). E dalla nostra abbiamo che appena ci dai contro ti boicottiamo, e se ci fai pollice su invece ti facciamo un sacco di pubblicità, ti condividiamo, ti riblogghiamo, ti twitteriamo.. e tutti i nostri amici lo faranno con noi per dimostrare il loro supporto alla “nostra causa” che altro non è che voler essere uguali a tutti gli altri. Insomma, è da ammettere che siamo un pubblico decisamente interessante da coinvolgere.

E quindi, no.. non mi stupisce per niente che anche ebay ci dedichi una pubblicità, come per altro ha fatto recentemente Tiffany, Findus, Barilla, Tim, e molti moltissimi altri. Perché il loro obbiettivo non è supportarci, ma vendere. Punto.

Poi si, forse arriverà anche il supporto, perché la gente a forza di vedere uomini che si scambiano effusioni si abituerà all’idea.. Ma per favore non confondiamoci: Non lo fanno per noi, lo fanno per loro stessi.

 

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9 pensieri su “A San Valentino anche Ebay è Gay? Non mi stupisce.

  1. Davanti a queste pubblicità non so mai se essere contenta o incazzata. Prendendo parte della fetta di “bisessuali nel mondo”, sono felice di vedere che anche due donne sono comprese in questo bel quadretto. Ma poi se ci rifletto mi incazzo perché loro mostrano queste foto come se fosse una cosa eccezionale, che loro appoggino il mondo LGTB perché “loro” sono “speciali” a fare questo. E il tutto facendolo passare come se fosse una cosa normalissima. Ed è una cosa che dovrebbe (purtroppo ancora oggi non tutti hanno l’intelligenza di capirlo) essere normale, ma questo subdolo gioco psicologico del “è normale, ma noi siamo comunque fighi perché lo dichiariamo” mi fa incazzare. Capisci che intendo?
    Mah… Resto perplessa.

    • Ti capisco perfettamente. Anche io ho sempre quella sensazione, misto tra contento e incazzato.
      Quella del “si sentono speciali a fare una cosa che sarebbe normale”?
      Ma che mondo è? Restiamo perplessi in due.

  2. Per la verità le promozioni gay friendly mi fanno un po’ ridere. Tipo quella della Findus, con la mamma che risponde: ma mi hai presa per cretina, l’ho capito da sola che sei gay, sono tua madre. Inarrivabile, se ricordi, quelle di Ikea mai viste in Italia, tanto per dire; mi piacciono solo perché tirano fuori il peggio dagli omofobi di casa nostra, e mi ricordano quanto ancora dobbiamo batterci per i nostri diritti

  3. Mi viene sempre un senso di tristezza quando vedo queste pseudo pubblicità che fomentano e alimentano l’odio nei confronti di noi gay dagli etero e i repressi. E’ assurdo pensare che ci sia ancora qualcuno che si faccia abbindolare da queste cose

  4. Sono anch’io dell’idea che i media abbiano cominciato da un po’ a strumentalizzare l’argomento gay per vendere, non deve fare commuovere infatti, non ci si deve cadere. È ovvio che vogliono l’attenzione sul loro prodotto non certo sul modello gay. E ogni volta che una pubblicità utilizza un modello, esiste una parte di società che si ribella. La donna oggetto, l’ostentazione del sesso, le baby veline, il sangue delle guerre… adesso tocca ai gay. La legge del mercato è spietata e oltretutto usa e getta, ma se tocca adesso tocca a noi, personalmente sono contenta. La notorietà ci porterà più considerazione sociale e la nostra dignità ci aiuterà a non offenderci. 😉

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