Quando vorresti dimenticarlo, e invece ti chiedi se provarci ancora un volta.

Guy_Alone1

Se ora spero che torni? Non te lo so dire. Va tutto a momenti. È normale che quando incroci un auto come la sua, ti venga da controllare se è lui. È normale che quando il telefono squilla tu abbia la “fobia” del vedere il suo nome. È normale che quando ti svegli e vedi una sagoma nel letto, per un attimo ti chiedi se lui ha dormito li, e solo dopo ti accorgi che è il fagotto di vestiti che la sera prima hai ammassato sul suo lato del matrimoniale perché non avevi voglia di buttarli nella cesta del bucato. È tutto normale, se ti piaceva davvero.

Te lo assicuro: ogni giorno andrà meglio. Poi ci saranno quei giorni in cui come me due notti fa: non riuscirai a dormire pensando che quella notte poche settimane prima, eri tra le sue braccia e ti sussurrava “buonanotte amore” mentre chiudevi gli occhi, e lui li teneva aperti per guardarti ancora qualche istante mentre il sonno lo rapiva. E poi ci saranno anche quelle in cui rientrerai dopo uno spumeggiante appuntamento e ti addormenterai dedicandogli solo un pensiero rapidissimo, quello prima di chiudere gli occhi, o magari addirittura nessun pensiero.

Questa settimana per la posta del cuore di gay.tv ho deciso di sputare sangue e lo ammetto: non è stato facile. Paolo, 22 anni, ha vissuto una storia molto simile a quella che si è conclusa poco fa per me. E ovviamente sapevo quando ho accettato di rispondere alla Posta del Cuore, che prima o poi mi sarei scontrato con “problemi” che anche per me potevano essere ancora vivi.

Vi riporto come al solito parte della lettera, e l’inizio della risposta. Se volete leggere la versione intera potete trovarla qui.

Ciao Steve, ho letto la tua rubrica… E cosa dire se non che è fantastica?
Mi chiamo paolo, ho 22 anni, e anche io ho un problema… sono quasi due mesi che mi sono lasciato con il mio ragazzo. (…) ho provato a vedere se rapporto poteva ricominciare, magari, anche in modo leggermente diverso (avrei anche cercato di cambiare qualcosa di me se mi avesse detto cosa non andava…) puoi quasi un mese fa abbiamo completamente smesso di sentirci… non c’è stato qualcosa che ci ha allontanati, un litigio o una discussione, semplicemente un giorno ho deciso di aspettare che fosse lui a scrivermi, e questo non è più successo.
(…) Da un lato vorrei gettare la spugna, dall’altro mi dispiacerebbe farlo troppo presto… ho letto l’intervento sul tuo blog del “suonare il campanello” e mi è piaciuto molto, e sebbene a tutti io stia dicendo che se lo trovassi davanti casa oramai l’investirei con l’auto.. Ogni tanto spero ancora che lui venga a suonare.
Tra pochi giorni comunque saranno due mesi che ci siamo lasciati, come posso dimenticarlo? Hai qualche suggerimento?
O forse dovrei provare dopo questo tempo a “cercarlo” e vedere se qualcosa è cambiato?
Credi nel ritorno di fiamma?

 

Leggevo una nota oggi pomeriggio, diceva “Vorrei che qualcuno mi rispedisse le lettere d’amore che ho mandato, che mi cantasse le canzoni che ho dedicato, che m’inviasse i messaggi che ho scritto”. Devo ammettere che la tua lettera mi ha veramente dato da pensare caro Paolo, perché abbiamo una storia molto simile in comune:
Proprio due giorni fa, era da poco passata mezzanotte, ed era il 26 novembre. Mettendomi a letto a quella “tarda ora” mi son accorto che c’era qualcosa nel giorno “26” che non mi lasciava dormire. Mi son girato nel letto due o tre volte, ho cercato di ricordare se con qualcuno dei miei ex quel giorno avesse un significato speciale. Se fosse il compleanno di qualche amico, o se fosse l’anniversario dimenticato di qualche relazione oramai finita. Se in qualche modo era qualcosa che avrebbe dovuto farmi pensare. E poi mi son dato una pacca sulla fronte. Alla fine di quella giornata, due mesi prima ero stato a casa del mio ragazzo per passare l’ultimo weekend insieme: che sarebbe iniziato proprio la sera del venerdì 26 settembre. E già qui capisci quanto io possa trovare simili le nostre storie: sono finite in pratica nello stesso momento. Anche noi eravamo stati davvero bene insieme, nessun particolare litigio o nessun particolare problema, almeno all’apparenza. In realtà lui probabilmente nascondeva qualcosa che non saprei neanche come spiegare in un termine diverso da “non è per tutti la capacità di essere fedeli e felici”.
Anche io come te ho cercato per un primo periodo di mantenere un rapporto, quantomeno di civile convivenza, e per assurdo ci stavo riuscendo: abbiamo passato insieme una bellissima serata che si è creata “per caso”. Io non sapevo cosa fare e mi son avviato verso casa sua, e quando son arrivato li, ho notato le luci spente nell’appartamento e mi son fermato per una sigaretta convinto non ci fosse. Invece appena sono sceso dalla macchina, si son accese le luci. Sono rimaste accese qualche minuto e mentre mi ripetevo nella mente che era meglio non scrivergli, ecco che lui apre il portoncino ed esce. Era appena rientrato dal lavoro ma non aveva portato con se il codice fiscale, quindi non aveva potuto comprare le sigarette ed era sceso di nuovo a prenderle. La fortuna? Il caso? Chi lo sa.
Io avevo guidato per un’ora percorrendo la strada da casa mia alla sua, per vedere se era destino che ci incontrassimo. Sarei rimasto lì 5 minuti, poi sarei risalito in auto e me ne sarei andato. Io credo abbastanza nel destino, specie se s’infila così nelle nostre vite, facendo incontrare due persone: mi rifiuto di credere che sia “per caso”. Abbiamo infatti parlato tutta notte, e riso come non mai, e ci siamo salutati amichevolmente quando oramai ci si chiudevano gli occhi. Uno dei pochi amici cui l’ho raccontato, mi ha chiesto se non abbiamo scopato. No: non ero lì per svuotarmi le palle. Ero lì con la curiosità di sapere se l’avrei visto. Solo questa: ero già felice mentre guidavo all’andata, sarei stato felice comunque, anche se non l’avessi visto. Era il viaggio quello che mi rendeva felice.
Poche sere dopo ho organizzato un appuntamento con un ragazzo conosciuto qualche giorno prima. Non ripensavo più a quella serata, era stata un evento così. Sono salito in auto e mi son messo a guidare nella direzione dell’appuntamento. Mentre guidavo, ascoltavo la radio e ho sentito la “nostra canzone”. Sono un tipo molto particolare e non mi sembrava il caso di ascoltarla prima di un appuntamento con un altro, così ho cambiato stazione. Anche su un’altra c’era quella canzone, quindi ho cambiato di nuovo. Anche sulla terza c’era la stessa canzone: ho seguito il mio istinto, che mi diceva che dovevo ascoltarla. Mi son fermato un attimo sul nostro ricordo, e guardando lo schermo luminoso sul cruscotto dell’auto, mi son reso conto che quella sera era un mese esatto che ci eravamo lasciati. Non è stato piacevole pensarci, e ho compreso che non mi sarebbe piaciuto conoscere qualcuno con quell’umore, non sarebbe stato giusto nei confronti miei, ne del mio ex, ne del ragazzo che dovevo vedere. Così ho cancellato l’appuntamento, e ho proseguito nella guida verso casa sua. Insomma, quante possibilità c’erano che il destino mi facesse quello scherzo “radiofonico”? Mentre percorrevo la strada, mi son assicurato che lui fosse a casa scrivendogli un messaggio, e quando sono arrivato lì, gli ho scritto se scendeva a fumare una sigaretta, ma lui non è sceso. Mi ha risposto che aveva due amiche ospiti in casa, e non poteva lasciarle da sole. Non ero arrabbiato, non ero deluso. Ero completamente indifferente: alla fine avevo guidato un’ora per arrivare lì, perché avevo voglia di vedere lui in quel momento un po’ incasinato, e che lui mi dedicasse cinque minuti per una sigaretta non mi sembrava quel grande problema.
Il giorno dopo mi ha scritto un mio ex (un altro), abbiamo parlato un po’ e la cosa mi ha messo una grande tristezza. Non so come, gli ho inviato un messaggio che riletto il giorno dopo mi sembrava addirittura eccessivamente smielato. Messaggio cui lui non ha risposto.

Ho sempre pensato che il tempo giusto per soffrire per qualcuno sia massimo la metà del tempo che siete stati insieme, così ho aspettato qualche giorno dal momento di quel messaggio e quel termine è arrivato (effettivamente non era stata una storia molto lunga, lo ammetto, ma non credo sia la lunghezza in termini di tempo a definire quanto importante possa essere o meno una relazione, o quanto affetto tu possa provare per quella persona). Quel giorno ho deciso che non aveva senso rincorrere qualcuno che non vuole essere rincorso, qualcuno che se ne frega. Non c’è presto o tardi per mollare la spugna secondo me. Continua qui >>

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...