Quando il ragazzo con cui ti frequenti non vuole essere il tuo ragazzo.

piedi-letto

L’amore folle è quella persona a cui ti senti di dire “Stai partendo? abbandono tutto e parto con te perché sei l’unica cosa che voglio nella mia vita”. Eppure è quel tipo di amore che arriva all’improvviso, e che per chi non ce l’ha nel sangue è difficile da capire. E quando non riesci a capire qualcosa, questa cosa solitamente spaventa. E quando uno è spaventato solitamente fugge.

Passando per i falsi miti del “voglio rimanere solo” e del “trombamico”, ecco come si potrebbe reagire se lui è distante e non vuole essere presentato come “il tuo ragazzo”.

La posta del cuore di gay.tv, ha ottenuto un interessante successo settimana scorsa, e le lettere che sono arrivate anche questa settimana mi hanno veramente stupito. Tra sesso-dipendenti, coming-out, relazioni-andate-male, c’era veramente l’imbarazzo della scelta.

Raffaele ha 20 anni, si è appena trasferito a Milano e si sente molto solo in una nuova città. Frequentando un ragazzo ha iniziato a credere di aver trovato l’amore. Questo ragazzo però non si comporta come un vero fidanzato, lo tiene “sulle spine” e non si sbilancia troppo con i sentimenti. Cosa fare? Fuggire? Tenerlo stretto? continuare a fingersi superiore? Bel dilemma.

Vi riporto come al solito parte della lettera, e l’inizio della risposta. Se volete leggere la versione intera potete trovarla qui.

Caro Steve,
(..) Non ti dico il trauma di arrivare a Milano, una città grande, rumorosa, con la gente che sembra sempre arrabbiata, e soprattutto, una città che ti fa sentire molto solo. Almeno, a me. Non avendo amici qui ho iniziato a fare conoscenze online e dopo qualche settimana di incontri che, a parte il sesso, mi facevano sentire più vuoto di prima, ho conosciuto Antonio (…) e per la prima volta nella mia vita mi stavo innamorando…
Ero disposto a fare davvero sul serio ma lui, da subito, si è fatto vedere molto sfuggente… all’inizio pensavo che questo non rispondere, questo non voler mai passare una domenica insieme in giro, anche solo per un cinema, fosse dovuto al fatto che magari era troppo presto… invece sono passati i mesi e, ancora, non solo non mi ha mai detto “Ti voglio bene”, ma si arrabbia se dico che è il mio ragazzo! Dice che non è fatto per queste cose, che siamo giovani (lui ha 24 anni) e dovremmo solo divertirci, senza pensare al domani. (…) sotto sotto spero che cambi e che un giorno capisca che per lui sono importante. Vorrei essere il suo fidanzato, non un passatempo.
Che cosa devo fare? Non voglio perderlo.

 

Caro Raffaele,

Ricordo bene com’ero quando avevo 20 anni, e posso dirti che sebbene ora sia più vicino ai 30 che ai 20, non sono poi molto cambiato. A 20 anni, quasi come ora, cercavo l’amore folle. L’amore folle è quella persona a cui ti senti di dire “Stai partendo? abbandono tutto e parto con te perché sei l’unica cosa che voglio nella mia vita”. Questo tipo di amore ovviamente non si prova per chiunque e sono una manciata, o anche meno, quei ragazzi per cui ho mai pensato una cosa così. Eppure è quel tipo di amore che arriva all’improvviso, e che per chi non ce l’ha nel sangue (magari tipo chi è molto indipendente, intraprendente, socievole, riservato, o chi finge di essere una di queste cose) è difficile da capire. E quando non riesci a capire qualcosa, questa cosa solitamente spaventa. E quando uno è spaventato solitamente fugge.

Fatto questo piccolo prologo, voglio dirti che capisco perfettamente la tua situazione: Ho sempre avuto molti amici intorno a me, molte persone che mi volessero bene. Poi qualche mese fa ho cambiato un po’ la mia vita e mi son trasferito per alcuni mesi in Australia. Trovarsi dall’altra parte del mondo senza nessuno che conosci, ti mette veramente alla prova. Il primo mese mi son finalmente goduto la solitudine che tanto volevo. Facevo ogni notte lunghe passeggiate e guardavo le stelle. Ho addirittura scaricato un’applicazione sull’iPhone che mi permettesse di puntare il telefono al cielo in ogni direzione e vedere sullo schermo i nomi delle stelle che stavo guardando, e quali costellazioni osservavo. Ho passato notti intere in un bellissimo parco di Perth ad ammirare il cielo, sdraiato sull’erba, mentre canticchiavo qualche bella canzone, fumavo una sigaretta e pensavo a cosa fare della mia vita. E’ stato stupendo: Ma ero solo. Non c’era nessuno con cui condividere quei momenti di silenzio bellissimi. Nessuno con me ad ammirare quella meraviglia. La gente mi passava in parte durante il giorno e mi salutava (la ti salutano tutti, anche se non ti conoscono) ed io mi chiedevo come fosse possibile che ogni notte, stavo li a contemplare quella meraviglia da solo. Era incredibilmente triste. E quindi non mi stupisco che tu ti senta solo in una città caotica e incasinata come Milano. La cosa stupefacente strana è che ci sono così tanti momenti in cui ti senti solo, e invece non lo sei mai. Immagino che anche tu a volte ti senta perso, spiazzato, completamente isolato da tutti, e poi quando alzi lo sguardo, vedi intorno a te persone e persone, e non capisci come fanno a non notare quanto ti senta solo. E’ bruttissimo, te ne do atto.

Capisco anche come ti possa essere “follemente innamorato” di Antonio. A volte quando ci sentiamo soli, un semplice sguardo da parte di qualcuno interessato ci fa stare meglio. Un semplice buongiorno, o un messaggio con uno smile ci cambiano la giornata. E se hai cominciato a frequentarti con questo ragazzo, credo che inevitabilmente la tua solitudine ti sia sembrata meno pesante, meno.. vera. Hai cominciato a guardare il cellulare aspettando un suo messaggio, magari anche per ore. E sei addirittura arrivato al punto di prendere il cellulare dalla tasca credendo che avesse vibrato, cosa che invece non era successa. E’ assolutamente comprensibile: succede anche a me.

È però anche comprensibile come si sia comportato Antonio: all’inizio non ti conosceva bene, e tu eri una persona sola. È ovvio che tu ti sia legato a lui. La differenza tra voi è che lui aveva già una vita a Milano da quanto ho capito, aveva già amici o aveva già una compagnia. Non aveva “bisogno” di qualcuno con cui passare il tempo, quindi era sfuggevole. Ma non perché volesse esserlo, quanto più perché come molti a questo mondo “ha una vita”.

Se poi son passati i mesi, e non è venuto nulla più se non qualche uscita o qualche scopata.. beh, forse non siete stati molto chiari all’inizio. Sei sicuro che lui fosse pronto e/o cercasse una relazione?

È luogo comune dire che “Ci son momenti nella nostra vita in cui non abbiamo voglia di una relazione. Momenti in cui abbiamo bisogno dei nostri spazi.” Permettimi di dire che questa la ritengo una delle più grandi cazzate dell’ultimo secolo. Continua qui >>

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