Questi “piccoli” grandi amori

E’ un fatto risaputo da tutti quelli che mi conoscono almeno un poco che ho sempre avuto una certa attrazione per le persone più giovani di me, d’età.
Se facciamo una lista dei miei “ex ragazzi” si presenta una escalation di anni in ordine cronologico: 86 – 88 – 89 – 91 – 92.
Questo, anche a un completo estraneo da l’idea che più “invecchio” e più mi dedico a quelli più giovani. Anzi, mentre io cresco, per un motivo o per l’altro, l’età del mio partner (cambiato ovviamente) rimane quasi la stessa.
Mi sento contemporaneamente un eterno sognatore bambino che si rifiuta di crescere, e una persona già grande che ha scoperto che il meglio alla fine era quando si era ancora piccoli. E forse sarà perchè nei pochi “grandi” conosciuti, non ho potuto fare a meno di notare l’ansia della vita già vissuta, il fatto di avere già provato tante cose, il fatto di avere già avuto il cuore spezzato, raccolto, ricomposto, rifrantumato. I “grandi” mi annoiano: guardano tutto con gli occhi del “già visto”, pensano a tutto “già fatto” e si comportano come se già sapessero come andranno le cose.
Piuttosto che pensare come andranno le cose io credo sia meglio provare a viverle!
Quando affronto una relazione, sono convinto che tutto il passato vada accantonato. Riparto convinto che quella potrà essere la “volta buona”.
Gli altri “grandi” invece sembra non lo facciano. Passano da una storia all’altra, portandosi dentro pezzi dolorosi della precedente che non gli fanno vivere la nuova, e così sebbene credano di proteggersi, in realtà non fanno altro che ferirsi ulteriormente, facendo pagare al presente, gli errori del passato.
La maggior parte di loro si affaccia alla relazione già con idee precise su ciò che vogliono, su come lo vogliono, e su quando lo vogliono.
Io invece no. Io invece che dettare le leggi, preferisco aspettare che siano quelle a definirsi da sole, per adattarsi a entrambe le persone della coppia. Per non andare strette a nessuno, e per non essere ingiuste con nessuno. Tollero gli “errori”, e affronto il domani. E se non va’, beh si può semplicemente ricominciare. No?
Ho affrontato vari tipi di relazione nella mia vita, ognuno di esso diverso dall’altro per molti aspetti.
Ora sto stringendo la relazione più importante della mia vita. Sono impegnato con una persona stupenda: Me stesso. Pensiero alquanto egocentrico, me ne rendo conto.. e in effetti mi son già rotto le palle.
Mi viene spontaneo chiedermi “quando sei nato te davvero?”. E non so perchè ma d’istinto vorrei rispondere “tra il 90 e il 93”.
Che sia la mia età mentale? Che io fondamentalmente sia un 18enne un po’ cresciuto?
E questo è segno di maturità, o solo di estrema infantilità?
“Ma tu cosa giudichi: la persona che hai davanti, o la data di nascita sulla carta di identità?”
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Un pensiero su “Questi “piccoli” grandi amori

  1. bravo!piuttosto che farsi mille paranoie e problematiche, bisogna provare a viversela,poi se non funziona è colpa dell\’ età, ma se funziona, OTTIMO!

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