F come Figa – Fine – Forever?

Fortunatamente… c’è il sole.
Premetto che non so perchè fremevo dalla voglia di scrivere questa parola, e non so pechè mi sembra la parola adatta per iniziare e finire questo stupido discorso che anche riletto più volte sembra e probabilmente è davvero scritto di merda.


Quella sorta di
vago surrogato di storia” con Ma sembra Finita e dentro di me non mi sento molto ok, anzi per nulla, e infatti eccomi qui a scrivere pur non sapendo quel “Fortunatamente” cosa voglia dire alla mia mente.

Non sto ok, non perchè mi manchi o altre stronzate. (Credo sia ovvio che mi manca quello che intendo dire è che non è per quello che non mi sento ok). Se dovessi sintetizzare il motivo del mio pessimo stare, credo direi che è perchè non ho chiari per nulla, anche perchè non mi son stati spiegati, i motivi di questo suo “non è che voglio.. è che dobbiamo”. Il fatto che poi non mi abbia “scaricato” lui, ma abbia dovuto farlo io è a dir poco irrilevante… non si sa bene nemmeno perchè lo abbia fatto io. Mi rifugerò in uno squallido “avevo bevuto”.

Sono sempre stato convinto che si dovrebbe parlare di tutto. E che quando ci tieni a chiarire è perchè ci tieni davvero.
Recentemente ho riflettuto che forse se uno non vuole parlare di una cosa è perchè il vero responsabile non è lui, e perchè alla fine molto in fondo ci tiene a te.

Se uno ha sbagliato e se ne frega lo ammette e basta (Fa un mea culpa, dice scusa, e viene mandato affanculo)
Se uno sa che l’altro ha sbagliato, e se ne frega dell’altro glielo fa ammettere e basta (Gli fa dire un mea culpa, e poi lo manda affanculo)
Se uno sa che sono gli altri ad aver sbagliato e tiene anche solo vagamente a loro, la cosa si complica. Diventa difficile dire “hai sbagliato questo e questo, non ho voglia di perdonarti”.

Dall’alto “della mia maturità”,  avendo interrotto storie molte volte ed avendo sempre detto le vere motivazioni, mi scoccia il fatto che non abbia nemmeno voglia di accennare a tirar fuori le  palle per spiegarsi. Personalmente ho lasciato persone dicendo “Non provo per te dopo sei mesi quello che provavo per il mio ex la prima sera che ci siamo baciati” quindi credo di poter dire che le palle le ho sempre tirate fuori.
E di certo non aiuta il fatto che
in passato lui abbia voluto sentirsi dire tutto (mi ha chiesto di spiegargli più volte i difetti che vedevo nel suo comportamento), e ora si rifiuti di dare un perchè a una tale sciocchezza. Uno che vuole conoscere ogni suo difetto, come era lui, dovrebbe a maggior ragione voler esporre agli altri i loro difetti, e anzi dovrebbe farlo proprio senza alcun rimorso.

Cosa sia successo dev’essere veramente strano. Le cose sembravano andare bene fin quando io non son partito per Liverpool, e anzi, pure a Liverpool sembravano andare bene a tratti. Dico a tratti perchè pareva strano, ma ha attribuito più volte la colpa alla sua famiglia, quindi mi sentivo escluso dal suo star male.
Al ritorno (venerdì scorso, non quello immediato, quello antecedente) anche. Ad oggi è una settimana che non ci parlo, e un po’ effettivamente mi spiace.
L’ho incrociato sabato, ma non avendomi degnato di uno sguardo, mentre contrariamente ha salutato l’amico che stava con me, non mi è parso decisamente il caso di essere io il primo a salutare. L’avrei anche fatto, ma io con lui non ho nulla. E’ lui che forse ha qualcosa, e se non ha nulla, perchè non salutare?

Noto con dispiacere (per lui) che i buoni sentimenti si stanno accantonando, e sta subentrando qualcosa che sembra desiderio di vendetta accompagnato da una strana voglia mai provata… quasi voglia di distruggere il poco rimasto, di dar fuoco ai vecchi ricordi, e di rimpiazzarli con litigi e odio.
Non mi è mai piaciuto molto essere cattivo con gli altri, e non ho mai amato nemmeno parlare male di nessuno, ma talvolta è ovviamente capitato. Di certo non voglio parlar male di lui (cosa che al contrario lui sta facendo con me, sputtanando senza motivo). Credo che se l’ho frequentato ovviamente aveva qualcosa che mi piaceva, anche se al momento fatico a ricordare cosa… Sento solo il cuore che batteva in modo anomalo, e l’immensa voglia che avevo di ricevere un suo messaggio.
Credo che non succederà più, quindi non guardo nemmeno più il telefono con la speranza che squilli con il suo nome.

Cancellerò il numero presto, e se si farà risentire, provvederò a decidere se risalvarlo o meno.
Intanto medito se consumare vendetta o attendere.

La scelta non è facile, ma ogni mattina dopo svariati assurdi sogni, mi sveglio con idee diverse, quindi domani vedermo che succederà.
Oggi c’è il sole, non è giorno adatto ai litigi. Fortunatamente.

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