Una di quelle sere.

Oh Uau, è bello riemergere dal regno dei morti postando per prima cosa
questo verso che fa sempre l’anoressica pazza del telefilm Skins.


Eh si, è una di quelle sere.
Quelle in cui fissi il monitor pieno di finestre eppure vuoto del pc e dove senza perchè ti ritrovi a pensare, e a stare un poco male.
Una di quelle in cui hai scoperto, o per meglio dire appreso, cose che non vorresti sapere perchè in fondo ti fanno male. E che non c’entrano nulla con l’intervento del blog, ma che vuoi citare e non sai perchè.
Una di quelle in cui si mescolano pensieri strani, che non vorresti fare, e che non riesci ad allontanare. E che più ci provi, e che più te ne vengono in mente.
Una di quelle in cui su messenger rispondi "mi mette l’ansia questa cosa del sesso a tre", e poco dopo sbotti con "decisamente nn il mio tipo" senza punteggiature, senza smile e persino in stile sms. Usando frasi e stili decisamente non tuoi.
Una di quelle in cui le sigarette finiscono subito e il pacchetto di bionde iniziato alle 12 è già praticamente vuoto alle 22.
Una di quelle in cui tieni aperto msn, quasi solo per tenere un occhio una conversazione aperta e mai iniziata che sai non si illuminerà, ma che di tanto in tanto richiami per vedere se "Non in linea" è anche solo un "Non al computer". Ma non perchè vuoi scriverci.. Ma solo perchè hai voglia di aspettare qualcosa.
E’ una di quelle in cui quella foto fatta dall’alto, quei capelli biondi, quel cuscino zebrato, non sai perchè ma ti fa venire un gran caldo.. molto maggiore di quello che c’è per l’ovvia stagione.

Una di quelle in cui parole come

"Ti ricordi il nostro incontro?

Quella sera io non ho conosciuto te, ho conosciuto la tua dolcezza,  la tua timidezza,  la tua solitudine, il tuo silenzio.

Pensavo di avere solo il mio corpo da darti e che tu volessi solo quello, ma tu volevi molto di piu’.
Volevi essere libero e volevi che anch’io fossi libera.. libera tua.
Tu lo chiamavi amore. Io ti dicevo sempre: "mmmh non esiste, sarebbe troppo bello!"
Tu mi guardavi, sorridevi, tacevi e piano piano, non so perche’, cominciai a spogliarmi.. dentro per te.
Lentamente cadevano le mie idee stupide, le mie paure, le mie diffidenze e insieme al mio corpo tu abbracciavi la mia volontà, le mie emozioni, la mia anima..
e per la prima volta ho abbassato gli occhi e sono arrossita davanti ad un uomo.
Poi.. soli noi, timidi noi, liberi noi, fuori di noi, dentro di me, amanti noi.
Poi.. pazzi di noi, assurdi noi, noi senza corpo, peccatori noi, schiavi di noi, angeli noi..
"


ti lasciano un segno dentro.
Una di quelle in cui pensi a quelle passate. A quei messaggi veloci che ricordi vagamente e che ti sembravano tanto studiati che ora ti paiono tanto stupidi.
Una di quelle in cui disprezzi e allo stesso tempo ammiri qualcuno, che conosci solo di fama e non di culo. E in cui ti vorresti rivedere in quelle parole da gradini dell’Out, per cui pur di esser stato li avresti voluto aver preso tu quel pat pat sulla spalla.
Un’altra, tra poche, nelle quali hai pensato a lui. Che nemmeno ora dopo anni sai perchè allora ti aveva colpito così tanto.

Una di quelle nelle quali giri profili a caso perchè lo schermo del pc è vuoto, perchè non hai voglia di pensare alle cose che ti fanno male, perchè su messenger non hai voglia di parlare, perchè le sigarette finiscono troppo velocemente.
Una di quelle in cui sei capitato in uno di quei profili che ti ricorda qualcosa e ti soffermi… e allora sfogli segnalibri alla rinfusa girando a caso alla ricerca del suo blog di figa finchè lo trovi e questo ti ispira una cosa come questa. Piena di parole ripetute, di frasi simili. Di pezzi copiati dal suo ultimo intervento.

E aspetti con la finestra aperta in basso che ogni tanto apri, sperando che quel qualcuno "Non in linea" diventi un tipo strano anche solo "non al computer".

Spero di non aver infastidito la persona che mi ha ispirato questo intervento.
Buonanotte… ***

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3 pensieri su “Una di quelle sere.

  1. EH, si… le conosco fin troppo bene quelle sere… per fortuna ogni tanto succede che un "nn al computer" di un amico si trasforma in un "CIAO!!!" e così, invece di pensare a quelle cose che fanno male, ti ritrovi a scherzare con lui e a ringraziarlo con tutto il cuore perché c\’è, anche se lontano…

  2. Pingback: Per la prima volta nella mia vita, ho disattivato il *last seen* di whatsapp. | Those Men...

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