Le difficoltà dell’amore.


Vi riporto un articolo trovato su AltraSponda di Affari Italiani che mi ha colpito parecchio.

Ciao
Marco, ti scrivo perché mi ha molto colpito la lettera di quel ragazzo
di Torino pieno di dubbi sulla sua storia. Mi chiedo, ma è mai
possibile che sia così difficile accettare i propri sentimenti? Capisco
la cultura conservatrice, l’omofobia interiorizzata, capisco la società
malata in cui viviamo, ma i sentimenti sono una cosa forte, più forte
delle convenzioni, o no? Per gli omosessuali è diverso? Sono un po’
arrabbiata, sai? Anche il mio amico Enzo ha avuto una storia molto
lunga con un ragazzo che si dichiarava bisessuale, e ne è uscito con le
ossa rotte, sfinito e amareggiato. Nonostante una vita sessuale intensa
e molto gratificante, tutto il tempo passato insieme (io quasi non lo
vedevo più), una storia piena di cose ed emozioni. Ma a me sembra
impossibile. Se stai anni con una persona, a prescindere se è o meno
del tuo stesso sesso, ci fai l’amore, ci vai in vacanza, ci dividi un
po’ tutto, come fai a dire che non è una storia e che non sei
innamorato? Tu che sembri avere una risposta per tutto, come lo
spieghi?

Gigia PV

Cara
Gigia, ti posso dire innanzi tutto che la mente umana è evidentemente
molto più complessa di quanto a noi sembri. Ciò che pare assurdo a me
può essere normale per te e viceversa. L’amore è una delle cose che
complicano di più le dinamiche interpersonali, ma allo stesso tempo è
un sentimento che pretende coerenza, per definizione, è un sentimento
assoluto, forse semplicissimo, ma proprio per questo non se ne possono
sfuggire le conseguenze. Quando si dice che di amore si può
morire non si va lontani dalla realtà purtroppo, checché ne pensasse
Battisti. L’amore è una battaglia con sé stessi, prima di tutto, perché
tende a stabilire
dove finisce la tua personalità ed inizia la
devozione per l’altra persona, dove finisce il tuo orgoglio e inizia il
terreno della rinuncia, a volte perfino dove finisce l’amore per te
stesso e inizia quello per l’altra persona. Questo vale per tutti,
indistintamente, ma nelle storie d’amore tra persone dello stesso sesso
la battaglia a volte è molto dura, perché, come dici tu, nelle
dinamiche entrano anche fattori sociali molto pregnanti come
l’omofobia, compresa quella interiorizzata, la paura di deludere la
famiglia, la paura di passare per chi infrange le regole, ma
soprattutto la paura di andare incontro a un amore cui non si è
preparati, di cui si pensa di non essere all’altezza magari, perché
nessuno mai ce l’ha insegnato com’è un amore tra persone dello stesso
sesso.

Quelle paure, irrazionali ma ragionevoli, sono il
peggior nemico della nostra libertà di amare e di vivere come vorremmo,
sono il vero carnefice della nostra felicità e sono difficili da vedere
perché si nascondono sotto diverse forme, come demoni. L’unica cura
contro questo virus è paradossalmente solo l’amore, la cui forza è più fluida di quella evidente della paura, ma come l’acqua, può sgretolare il granito. Però
se la paura è più forte dell’amore, come nel caso del ragazzo di Enzo,
allora capita che le storie si perdano. E’ un peccato ma non ci sono
alternative, perché chi ama non può accettare di non essere riamato e
così anche il tuo amico Enzo, sfinito perché probabilmente ha provato
in tutti i modi a tenere insieme i pezzi della sua storia, ha gettato
la spugna e ha rinunciato a quell’amore così difficile. Anche se spesso
la vita degli omosessuali è più difficile per tanti motivi, le
dinamiche dell’amore sono uguali, proprio le stesse per tutti, l’amore
non guarda al sesso, all’età, all’etnia, alla cultura, perché l’amore è
uno solo, così come la sofferenza e la gioia.

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