15 anni…

È notte, a casa mia dormono tutti.

Sono al computer e ho anche un po’ di sonno ma se non scrivo adesso non scrivo più. Preparo il testo che domattina poi butterò su internet dall’ufficio. Nel mio blog.

Ho aperto un pezzetto fa excel, il documento è uno che uso come diario, dove appunto da un pezzo le volte che passo con Marco, i pomeriggi, le notti, i momenti che passiamo assieme e che cosa facciamo. Siccome è un fogli odi calcolo lo sfrutto e gli faccio calcolare tutti i giorni da quanti giorni ci conosciamo, oppure da quanti minuti, da quante ore e perché no… quanti secondi.

Oggi, alle 20 erano 110.937.600, cazzo quanto tempo.

Ho troppi ricordi belli ma anche troppi ricordi brutti. Troppi giorni in questi ultimi tre anni e mezzo…

E vedo al centro dello schermo la descrizione della giornata, cos’è successo, cosa abbiamo fatto ,cosa ci siamo detti. Mi vengono subito a mente le scene di quelle giornate. Basta una parola, una frase e subito mille ricordi affiorano. Pagherei tanto oro quanto peso se potessi esplorare il mio cervello a modo mio, se potessi stampare tutti i miei ricordi. Passerei tanto di quel tempo a leggerli che morirei ancora prima di esser giunto a metà.

Ma i ricordi più belli, anche se sono collegati a giornate brutte, li trovo su questo foglio.

Qui ripercorro la nostra storia durante l’ultimo anno e mezzo.

E vedo io cambiamenti che ci sono stati. Il primo evento che trovo in ordine cronologico è allo scorso 5 ottobre. La descrizione è: “borsa ginnastica alla fermata” chi ci capirebbe nulla? Ma io si, ricordo chiaro quella mattina buia, era uno dei primi giorni di scuola, un anno favoloso aspettava lui ma soprattutto me. Il suo primo anno alle superiori, il mio ultimo in quel mondo schifoso della scuola. Questi 4 anni oggi li sento molto meno pesanti, lui è un ometto, siamo due amici, condividiamo parte degli stessi pensieri e abbiamo vissuto tante esperienze insieme.

E in realtà questi anni che ci dividono sono una cosa piccolissima.

Sembra di iniziare una storia ma era il 962simo giorno che ci conoscevamo. Era mattina, e tutti e due predavamo la corriera alla stessa fermata, che per me era a cinque chilometri da casa, per lui a due passi, ma pur di vederlo avrei fatto tutta la strada a piedi. Il mio scooter mi aiutava di gran lunga il compito.

Arrivavo lì sempre puntuale, in anticipo di dieci minuti buoni sperando che non ci fossero i suoi amici, che mi rivolgesse qualcosa di più di un sorriso, o qualcosa in più di un semplice ciao. Ma anche se lui non si voltava a guardarmi per me esser lì era comunque la cosa più bella. Il silenzio della notte che avvolge la fermata, il rumore sordo delle macchine sulla strada vicina, il chiarore della nebbia in un mattino autunnale, tutte cose che mi fanno sorridere ancora oggi ripensando al freddo che soffrivo durante quelle mattine.

Una di queste lui era arrivato di corsa, mi aveva fatto un sorriso, il suo classico, favoloso e inebriante sorriso che mi ha sempre mandato oltre il ventesimo cielo, e poi si era messo a chiacchierare con alcuni amici dell’ultima partita di calcio. Eh si, i maschietti hanno un debole per quello sport in cui venti persone corron dietro a un pallone.

Poi era arrivato il solito autobus a metano arancio, lui si era abbassato, aveva raccolto il Seven azzurro, la cartelletta di disegno ed era salito. I suoi amici (non mi sono mai piaciuti perché lui ha sempre dedicato più tempo a loro che a me) lo avevano seguito al volo.

Io mi ero seduto al mio solito posto, vicino alla mia cara amica Serena (è il suo nome non una qualità eh!).

Mi affaccio al finestrino e mi cadono gli occhi (Senso figurato) sul marciapiede della fermata. C’è uno zainetto nero, forse blu. Con un disegno sopra.

So che è il suo, che è quello che usa per fare ginnastica, e so che il martedì mattina alle 111 lui ha ginnastica. Ora controllate ma il mio pc non sbaglia. Il 5 ottobre è un martedì.

Di che mi rendo conto che quello è il suo zaino, che lo ha dimenticato, che non se ne è accorto, e che è troppo tardi per scendere a prenderlo, siamo già alla fermata dopo. Provo a raccogliere le energie e andare da lui per dirgli che lo ha dimenticato alla fermata, ma non sono così forte come credo. “Quando si sforza di non voltarsi indietro… è veramente difficile”

Se Marco non va alla borsa, la borsa va da Marco. C’è solo una soluzione.

Sono sempre stato razionale nelle mie scelte, ho sempre programmato, deciso, calcolato e studiato prima di agire. L’unica volta che mi son lasciato guidare dall’istinto è stata l’ultima volta che ho visto Marco. Tre settimane fa… A casa sua non c’era nessuno, noi due soli. Era quasi mezzanotte. Stavamo guardando un film alla tv. Gli sono saltato addosso per giocare, gli ho fatto il solletico, lui lo ha fatto a me, siamo stati un ora sulla sua poltrona e abbiamo passato la sera più bella della mia vita. Poi mi sono fatto forza e gli ho dato un bacio.

Devo dire che è stato il secondo bacio più bello della mia  vita, il secondo perché il primo glielo avevo già dato un mese prima…

Ma nulla è mai come sembra. Non pensiamo a un bacio da film, o in uno di quelli che si sognano nelle notti di luna piena. Un piccolo, innocente ma tanto, tanto desiderato bacio sulla guancia. E scusatemi se mi perdo nella mia razionalità in un bicchiere d’acqua, che non è mai ne mezzo vuoto ne mezzo pieno, è solo grande il doppio del necessario.

La mia razionalità, per quanto fosse addormentata quel mattino, mi fece fare la cosa più semplice che potevo realizzare senza mettermi troppo in gioco. Visto che Marco era perso dal suo discorso calcistico, la cosa più semplice era davvero far venire lo zaino a scuola. La mia amicona Valentina anche questa volte ha un ruolo di dimensioni spaziali.

Telefono, numero e suona…

“Vale, mi serve un favore di dimensioni immense.” “Cosa?”

“Scendi sotto casa tua, alla fermata c’è una borsa nera con scritto grandi Viaggi, qualcosa di simile. C’è dentro della roba da ginnastica però se puoi non aprirla. Caricala in macchina e quando vieni a scuola stamattina portamela. Tutto chiaro?” “Si… ok, borsa nera, porto a scuola.” “Brava grazie…”

Detto fatto. Qualche minuto che arriviamo alla scuola di Marco, che non è la mia scuola vecchia ma un’altra vicina, scendiamo tutti e due. Ora gli amici intorno sono molto meno…

“signor Marco…” Faccio in tono scherzoso…. “Aspetta un secondo che la tua borsa da ginnastica arriva…”

“Oh c?£*%$o… l’ho lasciata alla fermata…” “Arriva tra un attimo, ho chiamato una mia amica che me la porta….”

Valentina è molto brava ma anche molto in ritardo, la scuola sta per iniziare. Io posso entrare dopo ma Marco no… lui insiste per star fuori, per farmi compagnia. Con dolore immenso gli chiedo però di entrare a scuola. Farò arrivare io la sua borsa in classe, tramite la bidella che dubito mi negherà un favore….

Valentina arriva e io entro nella sua scuola, lascio la cartella a una bidella chiedendole di portare la borsa in classe. Marco poi mi chiederà un favore, forse via SMS. Chiederà di non dire questa cosa a sua mamma che non sarebbe contenta del casino che è nato. Quel briciolo di complicità. Così limpido, volatile e semplice è una delle cose che ci ha unito fino all’altro giorno.

 

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9 pensieri su “15 anni…

  1. IO e mia sorre siamo incollate allo schermo….ci siamo appassionate e commosse….sei un ragazzo fantastico…e faccio come hai detto te… mi rubo il tuo contatto 😀

  2. Scrivere è la cosa più profonda e dolce che una persona può fare.Scrivere rafforza l\’anima e ci ricorda che dopo tutto, le emozioni sono quelle che contano davvero.Ti auguro tanta gioia con la persona che ti ha incantato il cuore.Il mio è spezzato ma si riaggiusterà…un bacino, chiara.

  3. Grazie mille per aver lasciato un commento nel mio blog… mi ha fatto molto piacere! Passa pure quando vuoi… ah, dimenticavo: posso aggiungerti ai miei contatti? Aspetto una tua risosta! :*

  4. Bella si la canzone dei green day… il video è molto triste ma anke quello ha un significato tutto particolare… Lei ha paura di perdere x sempre la persona ke ama x colpa di una cosa piu grande di loro stessi… a me piace tanto…E sn contenta ke grazie a me sei riuscito a capire il significato delle parole, specie xke questa canzone ha caratterizzato un momento cosi importante x te, ovvero rivelare i tuoi sentimenti a Marco… =))X quanto riguarda il control… sono dei piccoli trucchetti da tastiera creati x facilitarci la vita (magari bastassero quelli è???) ehehehehehMi ha fatto molto piacere la tua visita… Quando e se vuoi torna pure a trovarmi ok?Buona serata e… complimenti x il manoscritto soprastante… =))

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